Abbiamo spiegato più volte il nostro concetto di Difesa Personale, di come questa debba basarsi principalmente sulla prevenzione e sul cercare di evitare di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Certo saper usare un estintore è utile ed è tranquillizzante sapere che la nostra autovettura è dotata di airbag e cinture di sicurezza, ma se riesco ad evitare l’innesco di un incendio o l’impatto frontale con un TIR sarò certamente più sereno e contento.

Abbiamo riflettuto a lungo sulla opportunità di avviare il nostro corso di Difesa Personale, ma dopo i positivi riscontri raccolti al termine degli incontri tematici svolti qualche mese fa e gli inviti in tal senso pervenuti da diverse persone abbiamo deciso che valeva la pena di tentare questa ennesima avventura.

Non a caso abbiamo scritto “nostro” nell’individuare questo corso, non perché ci sentiamo unici o migliori di altri, quanto piuttosto perché intendiamo svolgerlo con le stesse caratteristiche che contraddistinguono le attività istituzionali già in corso: attenzione alle esigenze ed alle richieste dei partecipanti, chiarezza nell’approccio, linearità didattica. Abbiamo detto e lo ripetiamo: questo corso, più che offrire tranquillizzanti risposte vuole stimolare utili domande, domande che ciascuno dei partecipanti può e deve formulare sulla base della propria esperienza e della propria situazione quotidiana. E’ ovvio che una ragazza di venti anni non corre gli stessi rischi di un uomo di quaranta, così come è altrettanto ovvio che questi due soggetti quasi certamente dispongono di risorse fisiche ed emotive diverse tra loro. Piuttosto che offrire un pacchetto preconfezionato valido per tutti ci siamo prefissi l’ambizioso obbiettivi di fornire gli strumenti utili perché ciascuno possa comprendere cosa possa servirgli nel momento del bisogno, quale sia la strategia più opportuna da adottare e come applicarla al meglio delle proprie possibilità con la consapevolezza delle prescrizioni imposte dalla legislazione vigente e dei meccanismi emotivi e psicologici che scattano in caso di minaccia o aggressione.

Ma – ancor prima di tutto ciò, come abbiamo detto – crediamo che la prima domanda che ognuno si dovrebbe porre è relativa al suo “qui ed ora”, basata sulla capacità di monitorare l’ambiente circostante, che sia familiare o sconosciuto, per rilevare eventuali situazioni a rischio, senza per questo cadere nella cieca paranoia.

Una immagine vale più di mille parole e così – per comunicare questi concetti – ci siamo rivolti a dei professionisti del settore, l’agenzia Gir & Grafica di Grottaglie, che ha ideato per noi una campagna di comunicazione ad hoc, semplice, diretta, efficace e chiara come il messaggio che volevamo comunicare.

Nessun effetto speciale, nessuna rappresentazione di “mosse” letali, nessuna fantascientifica difesa a mani nude contro dieci aggressori armati di fucile a canne mozze, nessuna esile fanciulla che in minigonna e tacchi a spillo atterra un energumeno pesante il doppio di lei; solo cinque immagini che ritraggono momenti di vita quotidiana: bullismo giovanile, violenza domestica, mobbing lavorativo, molestie sessuali. Situazioni purtroppo molto frequenti, che vogliono rappresentare un bivio, un momento di scelta, la prospettiva di una alternativa tra il continuare a subire e il reagire, tra il difendere il proprio diritto ad una quotidianità libera e serena e il vivere un incubo fatto di paura e ansia, tra l’essere vittima della violenza fisica o verbale altrui o affermare la propria libertà di scelta.
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Emblematica quindi l’immagine che ritrae una donna stretta con delle corde ad una sedia, a rappresentare i tanti legami – fisici, emotivi e psicologici – che spesso impediscono a chi è vittima di soprusi di trovare una via di uscita ad una situazione che la opprime.

Se la nostra proposta vi interessa, se vi incuriosisce il nostro metodo didattico, se volete sapere di più sui corsi che i nostri soci possono frequentare visitate la nostra pagina dedicata ai corsi oppure venite a trovarci in viale Gramsci 73 a Grottaglie. Vi aspettiamo!