“Se fate bene è merito vostro, se fate male è colpa mia”. Credo sia una delle frasi che i nostri allievi hanno sentito più spesso.

L’ho sempre detta in tono scherzoso, ma sottolineando che ero fermamente convinto di quello che affermavo. Come ben sanno i nostri mudansha, all’atto di un esame di passaggio di grado al candidato viene chiesto molto di più che una prestazione tecnica adeguata al livello che si vuole conseguire; viene valutato il modo in cui ci si comporta dentro e fuori dalla sala di pratica, la costanza alle lezioni, la comprensione dei principi alla base delle tecniche e la collaborazione con il compagno di pratica. Tutte caratteristiche fondamentali per un buon praticante che (purtroppo o per fortuna) YouTube Sensei ancora non è in grado di insegnare.

Per questo il risultato dell’esame di sabato scorso mi ha particolarmente soddisfatto, perché a fronte di un livello tecnico che per comprensibilissime ragioni dei candidati (e di cui – come detto – mi assumo interamente la responsabilità), i due neo-gokyu hanno mostrato uno spirito ammirabile ed un entusiasmo contagioso.

Con allievi così, persino io riesco ad essere un buon insegnante e di questo (e non solo di questo) li ringrazio. Perché gli allievi non lo sanno (e spesso gli insegnanti non lo ricordano) ma il giorno dell’esame ad essere giudicati siamo anche noi, insieme a loro.