Lo spirito guerriero del Giappone. L’esoterismo delle arti marziali giapponesi
* Autore: Harrison E. J.
* Traduttore: Pensante A.
* Editore: Luni (clicca QUI per la scheda del libro)
* Data di Pubblicazione: 2003
* Collana: Le vie dell’armonia. Quaderni tecnici
* ISBN: 8874350325
* ISBN-13: 9788874350322
* Pagine: 215

L’autore, grande appassionato di pugilato e di catch, giunse in Giappone nel 1897 come giovane giornalista in un ufficio di corrispondenza che gli lasciava un sacco di tempo libero. Il Giappone aveva appena aperto le sue frontiere agli stranieri ed Harrison ebbe l’incredibile chance di immergersi direttamente in una società ed in usanze uguali da secoli e – seguendo le sue passioni – di incominciare la pratica del judo in dojo tradizionali, mescolato agli altri praticanti giapponesi e trattato come uno di loro, nei primi tempi davanti a un pubblico popolare che non lesinava il suo “tifo” e che apprezzava il “gioco duro”. Ma Harrison, curioso com’era di esplorare tutti i presupposti più reconditi e la teoria del bujutsu, ebbe l’opportunità di conoscere altri grandi Maestri, che gli trasmisero conoscenze, segreti, storie, che egli raccoglie in questo libro, che è perciò una fonte preziosa di informazioni.
In più di un punto Harrison chiarisce che non è suo intento lo scrivere un manuale tecnico o un saggio storico, il suo è piuttosto un diario di viaggio, raccontato in maniera colloquiale ed a volte ironica, specie quando si trova a riportare episodi o usanze che a lui occidentale risultano inspiegabili o insopportabili (per citare una su tutte, esilarante è il suo reportage su uno spettacolo di teatro No, durato oltre nove ore, seguito da una spiegazione con ripetizione dei passaggi salienti “infertogli” dal suo insegnante di giapponese).

Da viaggiatore e giornalista curioso, Harrison si sofferma sui particolari più singolari di ciò che incontra, mettendo da parte paesaggi da cartolina e situazioni banali, così se il libro è privo di descrizioni iconografiche e nomenclature ufficiali, in cambio offre un capitolo dove l’autore presenta l’eterno femminino nipponico o il galateo delle case di tolleranza, così come racconta la sua originale esperienza col ninso, l’arte della fisiognomica giapponese che permette all’esperto di conoscere passato presente e futuro di chi ha di fronte.

Un po’ a dispetto del titolo, il libro non contiene quindi approfondite descrizioni del lato esoterico delle arti marziali giapponesi; l’autore si limita – giustamente – a raccontare quanto ha esperito direttamente e quanto, al massimo, gli è stato raccontato da persone degne di fede. Già nelle sue parole si coglie evidente la constatazione di un declino delle arti marziali nipponiche rispetto al passato, ancor più evidente all’autore in un momento di transizione come quello che si trova a testimoniare, in cui il vecchio non era ancora passato ed il nuovo non era ancora l’unica opzione disponibile.

Harrison non è tenero con il popolo nipponico, e come ne esalta le doti così ne evidenzia i difetti; la cosa potrà dispiacere a chi, in Occidente, creda nel mito del Sol Levante e delle sue Arti invincibili, ma renderà viceversa molto più “umana” la visione di discipline e praticanti che, oggi come ieri, cercano di dare il meglio di sé nell’imparare dal passato, pur con tutte le limitazioni e le difficoltà del caso.

Non un libro tecnico quindi, e non necessariamente per “addetti ai lavori” o per specialisti, anzi un libro consigliato a tutti e gradevole nella lettura tanto all’esperto quanto al principiante, anche in virtù della nota qualità della carta e della stampa che la Luni Editrice garantisce alle sue opere.