Spesso la pratica di alcune discipline appare tanto semplice nella apparenza quanto impegnativa nella sostanza.

Mantenere per poche decine di secondi una posizione statica (come nel caso dello Zhan Zhuang Gong) non di rado mette a dura prova anche praticanti esperti e preparati. Sembra incomprensibile a molti il motivo percui il Maestro insiste nel chiedere uno sforzo, un secondo, una ripetizione in più, e ancora e poi ancora. Sembra lo faccia per una sorta di sadico piacere, ci chiediamo il senso di una ripetizione infinita, ci interroghiamo sul motivo percui veniamo portati quasi al limite fisico e psicologico delle nostre possibilità.

Ognuno deve – ovviamente – cercare la risposta in se stesso, ma tutti noi dovremmo sempre ricordare che se non ci fosse la fatica dell’andare, percorrere la Via non avrebbe lo stesso senso.