Con il termine “Okuden”, nel campo delle discipline giapponesi, si intendono insegnamenti riservati ai praticanti esperti e fidati di una Scuola, trasmessi loro oralmente dal proprio insegnante quando quest’ultimo li avesse ritenuti pronti per (etimologicamente) comprenderli.

Si tratta di vere e proprie “chiavi di lettura” per interpretare i principi ed applicare le tecniche comprese nel curriculum didattico e spesso si crede che si tratti di insegnamenti segreti, per questo motivo molti rimangono quasi delusi dalla loro (apparente!) banalità quando ne vengono a conoscenza non attraverso la regolare trasmissione da parte del proprio Maestro, ma magari grazie alla confidenza di un compagno o dalla lettura di un libro.

Vale qui la pena di riportare – a questo proposito – un estratto dalle memorie dell’avventuriero veneziano Giacomo Casanova, che così scrive del segreto su cui si basa la Libera Muratoria , società iniziatica che si fonda – come tutti gli Ordini esoterici – su principi “non comunicabili” e “non esprimibili”, la cui conoscenza è possibile soltanto attraverso l’esperienza vissuta dell’Iniziazione.

Coloro che si determinano a farsi iniziare liberi muratori soltanto per pervenire a conoscere il segreto, possono sbagliarsi, perché può capitar loro di vivere cinquant’anni Maestri muratori senza mai giungere a penetrare il segreto di questa confraternita…. Il segreto della libera muratoria è inviolabile per sua propria natura, perché il libero muratore che lo conosce , lo conosce soltanto per averlo indovinato. Egli non lo ha appreso da alcuno. L’ha scoperto a forza di frequentare la loggia, di osservare, di ragionare e di dedurre. Quando egli vi è pervenuto, si guarda bene dal partecipare la sua scoperta a chicchessia, fosse anche il suo miglior amico massone, poiché, se costui non ha avuto il talento di penetrare il segreto, non avrà neppure quello di trarne partito apprendendolo oralmente. Questo segreto sarà dunque sempre un segreto. Tutto quello che si fa in Loggia deve essere segreto; ma coloro i quali per una disonesta indiscrezione non si sono fatto scrupolo di rivelare ciò che vi si fa, non hanno certo rivelato l’essenziale. Come avrebbero potuto rivelarlo se non lo conoscevano ? Se l’avessero compreso, non avrebbero rivelato le cerimonie”.

Ecco quindi che senza remore posso di seguito riportare gli okuden della scuola Daito Ryu, generosamente ricordati da Antonino Certa Shihan; chi già li conosce (per averli esperiti grazie alla sua pratica) ne potrà ricevere un utile promemoria, che non li conosce ancora potrà godere un beneficio al più teorico ed intellettuale, utilizzandoli al meglio come utili indicazioni per una fruttuosa pratica.

1. Asagaonote : quando si praticano i movimenti “Aiki” occorre mettere le mani imitando la forma dei petali di un fiore.
2. Takanozume : avere la presa delle mani forti come gli artigli di un’aquila.
3. Nonakanomaku : le braccia sono la nostra linea difesa, come la recinzione che circondava il campo che i samurai costruivano prima di una battaglia.
4. Kuzushi : per prima cosa cercate di squilibrare l’avversario.
5. Otoshi : cercate di applicare le tecniche “sul posto”, vicino al vostro corpo, invece di lanciare lontano l’avversario.
6. Nawa : cercate di “legare” a voi l’avversario, cioè portalo vicino al vostro corpo per immobilizzarlo e finirlo.
7. Rakka : a secondo della situazione per prima cosa scegliete una strategia.