Giuseppe Fino, “La Spada Giapponese”
Edizioni Sanno-Kai, 1998, 96 pagine, 12 euro
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La spada è uno dei tre emblemi del Divino che Ninigi, nipote della dea del Sole Amaterasu, scendendo dal Cielo porta con sé sulla Terra. In quanto simbolo del potere regale e della casta dei samurai, nel Giappone tradizionale essa viene sentita e considerata come l’anima del guerriero (bushi) e perfino, in alcune occasioni, come un vero e proprio kami, per la sua caratteristica di togliere o salvare la vita. Alla spada giapponese, alle sue peculiarità costruttive, alla sua micidiale efficacia ed all’ampio simbolismo ad essa correlato sono stati dedicati moltissimi libri, saggi e pubblicazioni.

L’opera di Giuseppe Fino tenta una sintesi di tutto quanto ruota intorno a questa arma, descrivendone le varie fasi di lavorazione, tracciandone un ampio excursus storico che parte dal periodo antico sino all’era Bakumatsu, analizzandone il culto e concludendo il tutto, in una sorta di ouroboros letterario, parlando della Scuola Gassan, una delle più note tra quelle di spadai nipponici. Più della metà delle pagine del libro sono riservate alle immagini, molte delle quali a colori, che riproducono lame, tsuka, fasi di lavorazione e modalità di impiego dell’arma.

Non è, a mio parere, un libro “imperdibile”, lo scritto è in diversi momenti un po’ roboante e – stante il ridotto numero di pagine – non può che offrire una analisi superficiale degli argomenti trattati. Questi che però potrebbero apparire difetti all’occhio di un esperto, possono tramutarsi in pregi di fronte ad un principiante, che troverà in questo libro una serie di informazioni essenziali, esposte in maniera piana e comprensibile.

Insomma, non si tratta di un libro per specialisti quanto piuttosto di un testo utile a chi voglia cominciare a conoscere qualcosa di questa affascinante arma e di tutto quanto la riguarda.