Sempre più spesso si assiste a fenomeni di violenza nei confronti delle donne e di soggetti deboli. Gli atti scellerati tuttavia sono quasi sempre lo sfocio apicale di un complesso rapporto vittima-carnefice che viene a determinarsi e solo di recente s’è cominciato a parlare di dipendenza affettiva come di vera e propria patologia che non consente alla vittima di liberarsi del proprio carnefice nonostante la società moderna garantisca a chi è sottoposto a oppressione più di una via di fuga.

I numeri del rapporto “Violenza dentro e fuori la famiglia”

La vera dipendenza nasce quando l’autostima si riduce fino a lasciar credere che si sia una nullità senza il proprio persecutore e quella della sottomissione sembra l’unica strada possibile. I dati raccolti dall’ISTAT e riportati nel rapporto “Violenza dentro e fuori la famiglia”, nella loro fredda verità, sono impressionanti: Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).

Uscendo dal clamore mediatico della cronaca, la violenza non è solo stupro, ma può essere anche psicologica ed economica, ovvero comportamenti di umiliazione, svalorizzazione, controllo ed intimidazione, nonché di privazione o limitazione nell’accesso alle proprie disponibilità economiche o della famiglia. Tra gli atti di violenza solo apparentemente meno gravi, c’è senz’altro il perpetrarsi di atti persecutori: Una percentuale non trascurabile di donne è stata vittima di stalking e si stima che il 21,5% delle donne fra i 16 e i 70 anni (pari a 2 milioni 151 mila) abbia subito comportamenti persecutori da parte di un ex partner nell’arco della propria vita.

Indispensabile aumentare la consapevolezza del problema

Alla base di questo progetto c’è il desiderio di aumentare la consapevolezza del problema ed indicare delle possibili vie d’uscita dal fenomeno. Purtroppo la violenza di genere è un fenomeno ancora sommerso ed è elevata la quota di donne che non parlano con nessuno della violenza. Per questo motivo le politiche di sensibilizzazione sono essenziali per trasmettere il messaggio che parlare della violenza subita ed entrare in contatto con le istituzioni e i servizi dedicati costituiscono una preziosa fonte di aiuto. Molte donne non considerano la violenza subita un reato ed è quindi importante far crescere la consapevolezza femminile rispetto a quanto subito.

Da queste considerazioni prende il via un progetto multidisciplinare che vuole invece sviscerare il problema della dipendenza affettiva spiegando i meccanismi che il soggetto mette in atto a suo discapito a favore del suo oppressore, attraverso l’analisi di casi reali e di studi scientifici sull’argomento. Sabato 18 gennaio 2020, presso la sede della ASD Fenice Rossa in viale Gramsci 73 a Grottaglie, saranno analizzate le dinamiche della dipendenza psicologica e successivamente si discuterà di come la Legge e le associazioni garantiscono la tutela del soggetto libero psicologicamente dalla dipendenza e di quali passi vadano compiuti per godere appieno della propria dignità.

Come difendersi?

Parte integrante dell’incontro sarà un momento dedicato alla illustrazione delle tecniche pratiche di difesa personale da utilizzare in situazioni di emergenza, utili a consentire al soggetto debole fisicamente e psicologicamente svantaggiato di liberarsi e sfuggire alla minaccia. Interrompere una aggressione e procurarsi una via di fuga, basta solo questo nella maggior parte delle situazioni critiche per avere successivamente la possibilità di chiedere aiuto ed assicurarsi un futuro migliore.