Il sei agosto è (non a caso uso il presente e non il passato) il compleanno di Massimo Aviotti.

Un Maestro che troppo presto è venuto a mancare, lasciando increduli e tristi tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

Impossibile quest’anno non dispiacersi di non averlo potuto chiamare al telefono per gli auguri, inopportuno abbandonarsi ad una retorica smielata e nostalgica che lui avrebbe fermato subito con una frase tranchant delle sue.

Come ricordarlo, allora? Crediamo nel modo che lui gradirebbe di più: ritrovandoci e praticando insieme l’Arte che – sia pure tra alti e bassi – è stata tanta parte della sua vita.

Un incontro apparentemente sottotono, a causa del periodo estivo e delle restrizioni dettate dall’emergenza Covid-19, ma Massimo Sensei non ha mai cercato le grandi folle e i successi facili, ha fatto scelte controcorrente che ha pagato sulla sua pelle senza mai chiedere sconti, e crediamo di non deluderlo se ci ritroviamo “pochi ma buoni” nel suo nome.

C’era tra noi chi lo conosceva da anni e chi non ha mai avuto la fortuna di poterlo avere al fianco sul tatami; poco importa: ci siamo ritrovati insieme per lui ed è stato bello farlo, con l’impegno – l’anno prossimo – di provare ad organizzare per tempo un evento meglio strutturato, che possa essere anche solo minimamente all’altezza della gratitudine che proviamo nei suoi confronti.

Ci mancheranno la sua didattica cristallina e la sua memoria enciclopedica, la sua ironia e la sua franchezza, ci mancheranno l’uomo, l’insegnante, il Maestro e l’amico.

Domo arigatou gozaimashita Sensei!