Il testo che riporto di seguito fu il commiato scritto da uno degli utenti più interessanti tra quelli che frequentavano forumartimarziali.com (un luogo virtuale che oggi purtroppo non è più fruibile). Di lui era noto solo il nickname “V per…”, e null’altro. Non il suo nome vero, non la sua esperienza, non le Arti praticate o il grado conseguito. Da quanto traspariva dai suoi scritti però, sempre originali, ironici ed interessanti, era un praticante certamente esperto, che aveva maturato una sua visione della pratica basata su quanto vissuto di persona e non sugli “ipse dixit”. Grazie al prezioso lavoro di archiviazione di Loris Giopp ho la possibilità di ritrovare questo scritto e di offrirlo a chi non lo conosce, certo che piacerà come piace a me. A distanza di dieci anni questo messaggio dirà poco o nulla a chi quel forum non lo ha frequentato, ma lo ripropongo perché credo che le raccomandazioni riportate in grassetto siano validissime ora come allora. Buona lettura! (N.d.R.)

Buonasera Forum, è in questo pomeriggio che mi accingo a scrivere il mio ultimo post su questo luogo virtuale di appuntamenti che tanto ci ha intrattenuto nei quasi due anni trascorsi. A coloro che, affezionati, mi seguono ormai da diverso tempo voglio dire fin da subito che questo mio commiato, sebbene repentino, non è un puro atto di divismo o protagonismo, ma una ben meditata azione, attesa fin da quando l’utenza V per… è stata creata. Permettetemi tuttavia di procedere con ordine e di progredire al fine di dipanare una serie di misteriosi avvenimenti che permettano di cogliere ciò che V per… ha rappresentato e, spero, rappresenterà in futuro.

Mi permetto innanzitutto di cominciare chiarendo, per la gioia di molti, la mia identità. C’è chi ha voluto vedere dietro V. un grande maestro, uno storico d’eccellenza, un vecchio amico, un vecchio nemico, un nuovo nemico, un ex frequentatore del forum, un ex allievo. Con mia sorpresa e parziale disappunto nessuno ha sospettato che la lettera V. nome fosse l’abbreviazione per Vandregisilo. Vi posso dire che V. ama i fumetti, il Giappone tradizionale e la fotografia. Una di queste cose la fa anche per lavoro e questo gli ha permesso e gli permette tuttora di poter girare per il mondo. Preferisce Canon a Nikon, dichiara che Kyoto in primavera è una delle più belle città del mondo, forse seconda solo a Parigi e ritiene che Alan Moore e David Lloyd abbiano creato un’opera incredibilmente innovativa e che abbiano assolutamente completato l’opera di Orwell nel decennio in cui questo autore ambienta il suo celebre e più famoso romanzo. Su questo ultimo punto vorrei soffermarmi un solo istante. Il filo conduttore che regge le opere è la visione totalitaristica che domina la coscienza dei singoli individui che, per amor della quiete domestica, del benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione, sono pronti a rinunciare alla loro libertà di pensiero. Cosa c’entra questo? Beh, permettetemi, dato che è l’ultimo, un piccolo accesso di Verbosità. Lo si capirà in seguito

Veniamo ora al perché V. si è iscritto a questo forum. V. ha avuto la possibilità di praticare arti marziali tradizionali giapponesi (rispondo così alla domanda: “ma tu sei un praticante?”). V. ha anche avuto la possibilità di praticare con Maestri di spessore, sia occidentali che orientali. Ha praticato sia koryu che gendai budo. In un periodo di cartesianismo spinto, V. ha deciso di lanciarsi nella ricerca storica, ma non quella dei libri, quanto più quella dell’uomo e, dato che praticava koryu e gendai budo, ha deciso di addentrarsi nella storia di queste. La possibilità di interagire con chi viveva budo 365 giorni all’anno c’era e quindi è stata sfruttata. Sono state apprese le metodologie e sono state applicate ai moderni metodi scientifici (sempre il cartesianismo spinto). Mi rendo conto oggi di come la spasmodica ricerca di una Verità assoluta e un bisogno razionale e logico di dare una spiegazione e un’etichetta a ciò che facevo mi abbiano portato ad intraprendere questa ricerca. Alla fine ho trovato le mie risposte. Le ho trovate tutte, non quelle che desideravo, ma sicuramente tutte quelle di cui avevo realmente bisogno. A questo punto la storia sarebbe finita così e V. sarebbe stato un praticante più che soddisfatto. Come in tutte le storie, tuttavia, capita sempre qualcosa che modifica i piani e cambia le cose. Come spesso, accade, poi questo qualcosa è una donna. Nel mio caso le parole sono state all’incirca queste: “Se hai delle conoscenze e le mantieni nel segreto, allora probabilmente non sono talmente importanti che valga la pena di condividerle”. Questo è stato il primo motivo per cui è stata creata l’utenza V.

Il secondo è un motivo ben più concreto. Il periodo a mia disposizione in Italia è molto variabile, sempre condizionato dal lavoro. Sapevo, però, che avrei trascorso un discreto lasso di tempo qui e ho cercato un posto dove continuare ad allenarmi. Cercando questo posto ho trovato il forum e ho scoperto che in circa ottocento anni di storia, l’Italia non è cambiata poi molto. Ogni campanile fa storia a sé e ha una grande opinione della propria pratica. Questo non sarebbe troppo grave, dato che sembra essere parte dell’italica indole, come lo è il self made degli statunitensi o la ritualità nipponica. Lo diventa quando, però, nuoce al Budo. Onestamente ne ho viste fare un po’ di tutti i colori, anche se il leit motif dominante è quello de “io sono la Verità e tutti gli altri sono imitatori” oppure “Il mio funzione e il resto no”. Cosa ancora più grave è che gli opinion leaders di questa ENORME comunità virtuale si fanno forti della loro posizione per imporre e imporsi in modo acritico e spesso gli altri utenti, i loro allievi o anche chi passa per una veloce lettura, ritiene che quello sia il Vero. E allora, perché non iscriversi a questo forum e semplicemente dire quello che avevo visto, quello che avevo scoperto, quello che era stato il frutto di una semplice ricerca di fonti, date, fatti? È nato così V per…, nel tentativo di dare un’informazione più oggettiva, a volte spesso scomoda. Sempre per onesta, di cose se ne sono viste parecchie, di dubbi (perché non amo chiamarle bagarre, zuffe o polemiche) credo di averne chiariti, di prove penso di averne lasciate. Spero anche di aver instillato quella goccia di criticità nell’analisi di quanto ci viene raccontato e di aver dato gli strumenti per una lettura di quanto ci viene detto da esperti, o presunti tali, che si affacciano al nostro panorama nazionale. Questo, sostanzialmente è stato il lato catabolico di V.

Come Moore e Lloyd ci insegnano, tuttavia, V. non può essere l’uomo che raccoglie anche il lato anabolico delle sue azioni, questo è lasciato all’osservatore che, in libertà, sceglie la propria strada. A questo osservatore io faccio solo alcune raccomandazioni.

Metti in dubbio ciò che ti viene detto, anche se è il tuo maestro. Poniti domande e non ascoltare solo la sua voce, ma al contempo fidati di lui. Compi il tuo percorso e se alla fine ciò che scopri e ciò che lui ti dice sono la stessa cosa, avrai trovato un uomo onesto. Se non lo sono, sappi che comunque il tuo maestro è un uomo è che può aver sbagliato e sta a te capire le motivazioni di quell’errore. Non credere a chi pone paletti, a chi si chiude al dialogo, a chi pensa che comunità chiuse possano portare a qualcosa di buono.

Non credere a coloro che ti diranno che la tradizione impone il segreto e se pratichi con loro, devi rinunciare al resto: non farai altro che metterti un guinzaglio al collo.

Non ti fidare se qualcuno ti dirà “ciò che io pratico è il Solo, l’Unico, il Vero” poiché nel mondo delle arti marziali esistono tante e tali varietà che le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

Comprendi l’importanza di una tradizione, ma non fare di un lineage un criterio di purezza ed elezione. Un tronco ha molti rami; se il ramo rispetta le radici, la linfa che scorre al suo interno è buona.

Recupera i valori del Budo: rispetto, onore, pietas e ama in questa luce il confronto costruttivo.

Da ultimo voglio solo spiegare una cosa: perché V per…? Avrei potuto scriver V per Vendetta, ma non era questo lo scopo del nick. Sapete quante parole che sottintendono condizioni esistono nella lingua italiana e che iniziano per V e sono tra loro spesso reciproci contrari? Tante. Vanaglorioso e Valente, Valido e Vacuo, Virtuoso e Vergognoso. Potrei andare avanti per ore, ma credo che questo lo sappiate già. V per… significa che in ognuno di noi sta un principio che possiamo scegliere. In base a tale principio, ogni giorno, scegliamo la nostra condotta. Speriamo almeno di scegliere bene.

Ed ecco che mi avvio al mio commiato. Ringrazio chi mi ha dato spunti di riflessione e chi mi ha permesso di fornirli. Ringrazio anche tutta l’umanità marziale di questo forum, che mostra ogni giorno Vette di Valore e Valli di Vergogna. Non cancellerò la mia utenza, dato che penso che sarà utile per molti ricercare nei miei posts dati e nozioni utili. Non scriverò più, ma se vorrete, potrete ancora rintracciarmi con i PM a cui, se potrò, sarò felice di rispondere.

Al termine di questo post, a chi si sta ancora chiedendo chi io sia non posso che rispondere:

“Chi era lui?”

“Era Edmond Dantès. Ed era mio padre e mia madre, mio fratello, un mio amico, era lei, ero io, era tutti noi.”