Se una persona agisce in modo disonorevole o trama qualcosa di cattivo, lo specchio di questo spirito rifletterà questo stato d’animo.

In nessun altro luogo lo specchio lo riflette così chiaramente come in una comunità di Budo. I praticanti di arti marziali devono impegnarsi ad avere uno stato d’animo sincero. Talvolta può apparire che nella vita sia più facile essere disonesti, specie se si pensa che nessuno se ne accorga. Invece chi agisce in questo modo perde il rispetto di sé stesso ed il suo onore. L’avidità, l’egocentrismo e l’egoismo sono grandi ostacoli sulla Via, ed in nessun posto emergono più chiaramente che in una comunità di Budo.

Quando al grande Maestro di Karate di Okinawa, Choshin Chibana, fu chiesto qual’è la caratteristica più preziosa di un praticante marziale, egli rispose: “L’onore. L’uomo d’onore è un uomo, promette e mantiene. Un uomo che promette qualcosa e non ha intenzione di mantenere la promessa o che neanche ci prova è un uomo che infanga ciò che ha di più prezioso: l’onore. Un Maestro di Arte marziale è un uomo d’onore”.

Allo spirito puro riesce facile essere onesto e farsi interprete del punto di vista giusto. Se invece una persona in qualsiasi occasione si preoccupa di affermare il proprio vantaggio personale, quest’ansia offuscherà lo specchio del suo spirito e nel Dojo questi atteggiamenti emergeranno. Se un praticante si permettere al Dojo con codesti stati d’animo, i suoi problemi si ingigantiranno e la pratica delle Arti marziali diverrà uno stress.

L’egocentrismo emargina ed imbratta lo specchio dell’animo.

In Giappone c’è una storia interessante al riguardo: Un monaco guardò nello specchio e, sorpreso nel vedere la sua immagine così orrenda, si apprestò ad imbellettarla con trucchi e rossetti. Eppure essa continuava a rimanere brutta ed il monaco uscì completamente fuori di senno. Ma più si infuriava più la sua immagine diventava orribile. In preda all’ira, cominciò a correre intorno allo specchio, quando infine comprese che ciò che lo specchio mostrava era l’immagine del suo io interno. Guardò nello specchio, cominciò a sorridere e quanto più rise tanto più bella e felice divenne la sua immagine.

(Tratto da: “Budo: La Via spirituale delle Arti Marziali” di W. Lind)