Da diversi anni oramai in Occidente lo Zen va di moda e si pretende di applicare i suoi principi, spesso stravolgendoli, in qualunque aspetto della vita quotidiana; A partire dal romanzo “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, abbiamo assistito ad un fiorire di manuali dedicati di volta in volta al manager o alla casalinga, alle arti amatorie piuttosto che a quelle marziali.

Così, reso diffidente da questa immensa mole di pubblicazioni, qualcuno potrà guardare con sospetto il volume di cui ci occupiamo, che in effetti nel titolo strizza un po’ l’occhio al già citato romanzo di Pirsig (il titolo originale dell’opera è “The unfettered mind”).
Diciamo subito che il libro merita l’acquisto ed una attenta lettura, intanto per il curriculum dell’autore, Takuan Soho, che fu monaco Zen, ma anche calligrafo, pittore, poeta e maestro dell’arte del giardinaggio e del te’ oltre che amico e maestro del famoso spadaccino Miyamoto Musashi. L’opera è composta da tre saggi, di cui due scritti in forma epistolare ed indirizzati, rispettivamente, l’uno a Yagyu Munedori (capo della scuola di spada Yagyu Shinkage) e l’altro a Ono Tadaki (capo della scuola di spada Itto).

Nell’insieme i tre scritti sono rivolti alla classe dei samurai, ed in ciascuno il Maestro Mostra come differenti aspetti pratici, tecnici e dottrinali conducano alla unione dello spirito Zen con lo spirito della Spada. L’arte della spada, intesa come insieme di tecniche, e lo Zen meditativo, esistevano in Giappone già da molto tempo ma fu grazie a Takuan che queste due discipline, apparentemente così diverse, giunsero ad una vera e propria fusione. Secondo gli insegnamenti di Takuan, la conoscenza dell’arte della spada portava l’uomo ad usare l’arma non come strumento di morte e distruzione ma come mezzo per raggiungere l’illuminazione ed il progresso spirituale.

Infatti, come avviene in molte Arti orientali, la pratica non ha il solo fine di raggiungere una sempre maggiore perizia tecnica ma anche, e forse soprattutto, quella di favorire la realizzazione spirituale del praticante.

Attraverso la ripetizione di gesti, a volte apparentemente banali, come il disporre i fiori, il preparare il te’ o il maneggiare la spada, il praticante “senza pensare al bene o al male, è capace di vedere il bene e il male; senza provare a discriminare, egli è capace di discriminare bene”. Ma per ottenere ciò il Maestro Takuan ricorda che la pratica deve essere continua perché “mentre cammini, ti fermi, ti siedi o ti sdrai, mentre conversi o rimani in silenzio, mentre prendi il tè o mangi il riso, non devi mai trascurare di esercitarti, il tuo occhio deve sempre volgersi veloce alla mèta, e devi continuamente cercare a fondo, sia andando che venendo. Solo così dovresti guardare diritto nelle cose. I mesi e gli anni passeranno e ti sembrerà che una luce ti appaia improvvisamente nel buio. Riceverai la saggezza senza che nessun maestro te l’abbia rivelata e ti accorgerai di possedere misteriose abilità nel fare cose mai tentate prima”.

La spada, l’esercizio spirituale e la mente libera sono le basi su cui poggiano gli insegnamenti di Takuan Soho, che ci ricorda che dovremmo praticare, praticare con pazienza e determinazione, praticare al meglio delle nostre capacità per raggiungere i risultati desiderati e fare si che l’esitazione e la avidità siano sconfitte con la rapidità e la risolutezza di un colpo di spada.

Di seguito i link per ordinare il libro in alcune delle edizioni disponibili:

Lo Zen e l’arte della spada
edito da Mondadori, 2001

Kendo. Gli insegnamenti di spada di un maestro zen samurai
edito da Feltrinelli, 2017

La mente senza catene. Scritti di un maestro Zen a un maestro di spada
edito da Edizioni Mediterranee, 2010

La mente immutabile. Scritti di un maestro zen a un maestro di spada
edito da Luni, 2013