Sebbene in alcune pubblicazioni “Budō Shoshin-shū” sia stato tradotto come “Il codice dei samurai” (una definizione evidentemente pensata per fare facile presa sul pubblico dei lettori…), la traduzione più aderente al significato letterale dei caratteri 武道初心集 potrebbe essere “Raccolta per i principianti sulla Via marziale“.

Si tratta di una raccolta di consigli ed ammonimenti rivolti ai giovani samurai scritto da Daidôji Yûzan (1639-1730) all’età di novantadue anni, in cui l’autore analizza i limiti, le difficoltà ed i paradossi del mantenere vivo ed efficace uno spirito guerriero in un lungo periodo di pace.

Non si tratta solo di una sorta di apologia dei “bei tempi andati” o di una miope critica ai costumi sociali che durante l’era Tokugawa avevano gicoforza ridefinito e ridimensionato la classe samuraica, trasformando indomiti guerrieri in amministratori e gabellieri, quanto di una testimonianza viva e pulsante di principi e regole che valgono oggi come allora.

Nel testo sono evidenti le influenze del confucianesimo, con ripetuti richiami al rispetto per i genitori e per il signore presso cui si prestava servizio, con alcuni consigli che ancora oggi si dimostrano attuali ed altri che testimoniano a quale obbiettivo di abnegazione dovesse tendere il servizio del samurai. Al pari di altri testi più citati e conosciuti, come lo “Hagakure” di Yamamoto Tsunetomo o “Go rin no sho” di Musashi Miyamoto, anche “Budō Shoshin-shū” può essere letto oggi non solo come una preziosa cronaca storica ma anche come fonte di ammaestramenti attuali e condivisibili.

Daidôji Yûzan era un discendente del famoso clan Taira ed è talvolta indicato come Taira Shigesuke, tanto che nelle due edizioni italiane del testo viene indicato una volta con questo nome ed un’altra voolta con il nome con cui è maggiormente conosciuto. Yûzan – come emerge chiaramente sal suo scritto – era un esperto di strategia militare e un autore rispettato che ha vissuto i regni di sei shogun, attraversando in prima persona una serie di cambiamenti epocali. Yûzan era uno studente del famoso esperto di bushido Yamaga Sokô e dopo aver completato gli studi visse come insegnante itinerante, trascorrendo del tempo con vari clan, incluso il clan Asano di Akô.
Propri da questo lungo confronto con le regole di comportamento adottate da vari clan Yuzan ha constatato in prima persona la confusione dei samurai più giovani che vivevano la difficoltà di conservare lo spirito guerriero in una società in cui la logica mercantile travolgeva ordinamenti sociali che erano stati applicati per secoli.

Del “Budō Shoshin-shū” sono disponibili due edizioni in italiano, una basata sulla traduzione in inglese di Thomas L. Cleary che offre un testo di facile lettura e fin troppo “contemporaneo” in alcune interpretazioni del testo originale. La seconda edizione è basata sulla traduzione in inglese di William S. Wilson che appare più aderente allo spirito del terso originale ma – di contro – ha uno stile meno discorsivo.

Per ordinare:

“Budo shoshinshu – insegnamenti essenziali sulla via del guerriero”
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“Bushido per principianti”
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