Ancora un testo pubblicato da Aikido Italia Network Publishing grazie al lungimirante impegno di Simone Chierchini, che offre un ennesimo sguardo spassionato e sincero sul mondo del Budo e delle discipline marziali orientali.

Arricchito dalla preziosa traduzione di Claudio Regoli Sensei, questo libro raccoglie una serie di saggi ed approfondimenti che Peter Boylan dedica al mondo del Budo in generale ed a quello delle Koryu giapponesi in particolare. Nelle pagine di questa raccolta si ritrovano alcune delle domande che periodicamente agitano le discussioni dei praticanti di Arti marziali: E’ indispensabile andare in Giappone per praticare una Koryu? I Kata hanno ancora un senso? Praticare un’Arte marziale ci rende persone migliori? Praticare in maniera dura significa praticare bene? Essere veloci è sintomo di bravura? Esistono le tecniche segrete o riservate agli esperti? Ha un senso il professionismo nel mondo delle Arti marziali?

Ancora una volta un testo che mette da parte il classico “politically correct” a stelle e strisce ed ha il coraggio di andare controcorrente, smentendo alcune leggende metropolitane, focalizzandoci sull’essenziale e riportando tutti noi al principale ingrediente per il successo o il fallimento: noi stessi.

Un libro per esperti, che troveranno nella testimonianza di Peter Boylan una voce sincera e mai ipocrita, capace di raccontare in maniera semplice e mai sopra le righe spaccati di vita e di pratica, ma altrettanto utile ai principianti che vogliano avere una chiara visione di cosa il Budo sia, di quali valori incarni e di quanto – ancora oggi – possa essere utile per prepararci al meglio alle sfide quotidiane che ognuno di noi deve affrontare non solo sul tatami, ma nel lavoro, in famiglia e nella società.

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“Riflessioni di un Vagabondo del Budo”