Il libro di oggi è un testo tanto interessante quanto originale; “Appunti di pratica Tai” è pubblicato da OM edizioni e scritto da Daniele Rista, praticante di lungo corso di Tai Ki Kung e allievo del maestro Ming Wong che, fin dall’inizio degli anni Ottanta, ha maturato un’esperienza ampia e profonda, tanto nella pratica quanto nella riflessione personale.
Un libro scritto col cuore
Come riporta la quarta di copertina, in questo libro troviamo viaggi, sogni, rispetto per la natura e pratica Tai che si fondono in un’unica corrente di vita. È proprio questo intreccio ad avermi colpito: una fusione sincera tra esperienze concrete e ricerca interiore.
Parliamo di un volume di circa un centinaio di pagine, privo di tecnicismi o schemi. Non troverete forme illustrate né sequenze da memorizzare ma si percepisce subito che Daniele Rista lo ha scritto col cuore.
Ogni pagina trasmette passione e autenticità: è un testo scritto guardando dentro sé stessi e pensando agli altri, non per compiacere qualcuno. Credo che questo libro si sia scritto attraverso Daniele, come se l’autore fosse di fatto un canale di trasmissione di un sentire più ampio.
Apparente semplicità, profondità reale
Come la pratica Tai, anche il libro è apparentemente semplice, ma in realtà estremamente complesso. A una prima lettura scorre veloce e leggero: racconti, appunti di viaggio, pensieri quotidiani. Ma, rileggendolo con calma, lasciando decantare le parole, si scopre una profondità che continua a vibrare nel tempo.
Chi pratica discipline come Tai Ki Kung, Tai Chi Chuan o altre arti interne di origine cinese, riconoscerà in queste pagine un sentire comune. Ma anche chiunque viva un’esperienza costante e appassionata — un proprio “kung fu” nel senso più ampio di questo termine (spesso tanto abusato quanto poco compreso) — vi ritroverà un riflesso della propria ricerca.
Uno stile autentico, mai esibito
Daniele trasmette tutto il suo spirito e la sua passione senza mai mettersi in mostra; potrebbe vantare la sua esperienza quarantennale, il lavoro nel volontariato con le popolazioni del Nepal, le attività dedicate ai bambini… ma non lo fa. Non per falsa modestia, ma per sincero spirito di condivisione, e basta leggere poche righe di questo libro per rendersene conto.
La sua visione della pratica Tai viene offerta come contributo personale e non come definizione assoluta; riporta spesso i pensieri del maestro Ming Wong, aggiunge le proprie riflessioni, ma sempre con l’umiltà di chi propone un punto di vista, non una verità indiscutibile.
È – insomma – il tono di un allievo esperto che guida un principiante, con partecipazione e rispetto, indicandogli un percorso, rivedendo i passi già compiuti e immaginando quelli che ha ancora da percorrere.
Un diario di viaggio
“Appunti di pratica Tai” potremmo leggerlo come una sorta di diario di viaggio nella meravigliosa avventura della pratica, e Daniele Rista lo propone con una semplicità mai banale, descrivendo anche i piccoli contrattempi quotidiani, come il giorno in cui, praticando in un prato vicino all’aeroporto, rischiò di perdere l’aereo perché non aveva aggiornato l’orologio al cambio di fuso orario.
Racconta la sua esperienza durante il periodo del Covid, le difficoltà nel mantenere la costanza, il confronto con il vento, il freddo, la pioggia. Mostra la pratica nella sua verità umana, fuori dagli stereotipi del praticante sempre calmo, saggio e imperturbabile ma piuttosto, come direbbe Nietzsche, mostrandosi “umano, molto umano*.
Un libro per tutti i praticanti
“Appunti di pratica Tai” è un testo consigliato sia ai principianti — per comprendere lo spirito autentico della pratica, andando oltre la tecnica e lo stile — sia a chi ha già esperienza, perché in queste pagine potrà ritrovare ciò che spesso si tende a dimenticare, presi dall’ansia di avanzare verso nuovi obiettivi.
Gli “Appunti di pratica Tai” ci invitano a fermarsi un momento, a guardare il percorso già fatto e a confrontarsi con la propria esperienza attraverso le parole di Daniele. Alcuni passaggi risuoneranno profondamente, altri meno, ma tutti offriranno spunti sinceri e echi interiori.
In questo centinaio di pagine si percepisce lo spirito della pratica, espresso attraverso quello di Daniele. La sua scrittura è semplice ma mai banale, priva di dogmatismi, spontanea e sincera come un dono. E ogni dono, come tale, porta in sé anche lo spirito di chi lo offre.
Un consiglio di lettura
In conclusione, “Appunti di pratica Tai” è un libro consigliato non solo agli appassionati delle discipline orientali o agli esperti di filosofia cinese, ma anche a chiunque viva una passione profonda — un proprio “kung fu” quotidiano — coltivata con corpo, spirito e anima.
Grazie a Daniele per essersi messo in gioco con tanta sincerità. È raro, oggi, trovare una voce così autentica e disarmante. Leggendo questo libro, mi sono sentito trascinato e rispecchiato. Ho ritrovato uno spirito che a volte si dimentica e, grazie a queste pagine, nuovi stimoli per la pratica: non nuovi gradi o tecniche, ma nuovi occhi con cui guardare ciò che già conosciamo come recita una famosa frase di Marcel Proust.
Clicca qui per ordinare il libro:
https://www.omedizioni.it/i-saggi/2037-appunti-di-pratica-tai.html
“In questo libro, i viaggi, i sogni, il rispetto per la natura e la pratica Tai si fondono insieme. In viaggio a volte alloggiamo in un hotel 5 stelle con ogni comodità e lusso, altre volte ci sistemiamo in una modesta locanda senza comfort.
Allo stesso modo nella pratica sperimentiamo benessere e euforia, o dolore e sconforto, ma continuando pazientemente a praticare, dopo anni sviluppiamo l’energia interna. Diventiamo più vitali, la mente è più chiara, siamo più liberi, rilassati, contenti, gentili verso gli altri. Percepiamo la realtà come un sogno che c’è e non c’è o come il vento. Nella nostra pratica seguiamo la realtà della natura, quella circostante, quella dell’universo, quella umana e quella della società, e le integriamo spontaneamente nei nostri movimenti.”
(Dalla quarta di copertina)






