Nel panorama editoriale dedicato alle scienze dell’ordine pubblico e della sicurezza, il saggio di Michele Scarati, “Comunicazione strategica per operatori di polizia“, si distingue immediatamente per un motivo fondamentale: pur nascendo come un manuale operativo destinato a chi indossa un’uniforme, si rivela, pagina dopo pagina, un potente trattato di ecologia relazionale valido per chiunque.
Scarati compie un’operazione preziosa; prende le complesse dinamiche della comunicazione strategica e le cala nel contesto più delicato possibile: la strada, l’emergenza, il conflitto. Ma nel farlo, ci ricorda una verità che tocca da vicino ogni singolo cittadino: comunicare bene non è un accessorio professionale, è una necessità vitale per la convivenza civile.
Il presupposto fondamentale: “Non si può non comunicare”
Sin dalle prime pagine, il testo chiarisce un concetto tanto semplice quanto – troppo spesso – frainteso: per comunicare non è sufficiente parlare; comunicare significa far capire ad altri il nostro messaggio e anche accogliere il messaggio del nostro interlocutore.
Messaggio che passa principalmente – ma non esclusivamente – per la parola, come infatti è ampiamente dettagliato nel testo, che approfondisce le caratteristiche del linguaggio verbale, paraverbale e non verbale.
Il libro si muove su binari teorici solidi, citando pilastri della teoria della comunicazione come Goleman e Dale Carnegie, con una citazione più che opportuna alla teoria (ironica, ma non troppo!) alla base delle auree leggi della stupidità umana di Carlo Cipolla.
Altro imprescindibile riferimento è quello alla scuola di Palo Alto e al celebre primo assioma di Paul Watzlawick: è impossibile non comunicare, proprio perché anche stare in silenzio e immobili trasmette un messaggio al nostro interlocutore.
Scarati declina questo principio con grande pragmatismo. Per un operatore di polizia, ogni elemento parla prima ancora delle parole: la postura, la distanza fisica (prossemica), lo sguardo, persino la posizione delle mani sul cinturone. Il libro mostra come il silenzio o un gesto accennato possano de-scalare una situazione tesa o, al contrario, infiammarla e non a caso il primo capitolo è dedicato proprio all’etica professionale che deve caratterizzare un operatore delle Forze dell’Ordine, che – adottando in maniera più o meno inconsapevole – atteggiamenti arroganti o autoritari, non costruisce rapporti ma genera distanza tra sé e il cittadino.
Questo focus sul “non-verbale” e sulla pervasività della comunicazione è il primo grande punto di contatto con la vita di tutti i giorni. Che ci si trovi in una riunione condominiale, in ufficio con il proprio capo o a tavola con i figli, noi “emettiamo” costantemente messaggi. Diventare consapevoli di questo flusso continuo, come suggerisce l’autore, è il primo passo per smettere di subire le nostre interazioni e iniziare a guidarle.
Non pi può usare uno strumento senza conoscere i suoi componenti, i suoi limiti e le sue possibilità, e per questo Scarati dedica molte pagine ad analizzare e descrivere i componenti della comunicazione, spiegandone i meccanismi, evidenziando i problemi principali, illustrandone le modalità.
Il libro è ricco di assunti che a prima vista possono lasciare quasti sorpresi, ma che poi – spiegati dall’autore – si mostrano in tutta la loro evidenza. Uno per tutti, è che il responsabile della comunicazione è sempre l’emittente. Con buona pace di chi sostiene di essere stato frainteso o travisato, Scarati chiarisce perché sta in capo a chi vuole essere compreso l’onere (per non dire l’obbligo!) di trovare il modo più efficace ed efficiente perché questo avvenga, anche con espedienti apparentemente semplici, come il trasformare frasi e parole negative in positive oppure sfruttando opportunamente il silenzio.
La comunicazione in tutti gli ambiti sociali
Da quanto sopra appare evidente come questo testo, nato come un manuale teorico-pratico destinato agli operatori di polizia, sia in realtà una lettura utile a tutti.
Se uno dei meriti del libro è senz’altro l’analisi di come la qualità della comunicazione influenzi il tessuto sociale, a questo va affiancata la ribadita affermazione per cui l’operatore di polizia non è solo un “braccio della legge”, ma un nodo relazionale all’interno della comunità. La sua capacità di ascolto e di risposta modella la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, così come la capacità di ascolto dei cittadine consente all’operatore di polizia di svolgere al meglio il proprio compito.
Estendendo lo sguardo, il testo evidenzia come la comunicazione sia il collante (o il solvente) di ogni ambito sociale. I conflitti non nascono quasi mai dalla diversità di vedute, ma dalla degenerazione del modo in cui tali diversità vengono espresse. La mancanza di una comunicazione strategica ed empatica nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi di lavoro è la causa primaria di isolamento, polarizzazione e aggressività diffusa.
Comunicare bene per evitare problemi e migliorare la vita
La parte più squisitamente “strategica” del manuale affronta le tecniche di de-escalation (la riduzione progressiva della tensione). Scarati spiega come l’uso sapiente del tono di voce, delle pause e dell’ascolto attivo possa disarmare una persona alterata molto più efficacemente di una dimostrazione di forza.
Qui risiede il cuore del messaggio etico del libro: la parola è uno strumento di prevenzione del danno.
Saper comunicare strategicamente significa intercettare il conflitto prima che diventi violenza fisica o verbale. Significa imparare a non reagire d’impulso agli stimoli negativi, ma a rispondere in modo mirato. Quando abbassiamo il livello di conflittualità nelle nostre giornate, l’impatto sul nostro benessere psicofisico è immediato. Meno stress, relazioni più stabili, maggiore comprensione reciproca; la comunicazione efficace diventa una forma di legittima difesa contro il caos emotivo.
Perché questo libro è utile a TUTTI (e non solo all’operatore di Polizia)
Se si sostituisce la parola “cittadino fermato” con “cliente insoddisfatto”, “collega frustrato” o “partner arrabbiato”, le tecniche di Scarati rimangono incredibilmente efficaci. Ecco perché questo testo merita di uscire dalle biblioteche dei comandi di Polizia per entrare in quelle di tutti i cittadini
Tutti noi viviamo momenti di emergenza emotiva. Sapere come funziona il cervello umano quando è sotto stress (meccanismi di attacco o fuga) ci aiuta a gestire la rabbia altrui e la nostra. Michele Scarati dimostra che la comunicazione è una competenza tecnica. Si studia, si allena e si perfeziona. Nessuno è condannato a comunicare male per sempre.Inoltre, spesso ascoltiamo solo per ribattere, non per capire. Il testo ribalta questa abitudine, mostrando come l’ascolto sia la risorsa più economica e potente per prendere il controllo di qualsiasi situazione.
A ultetriore corredo delle nozioni fornite, Michele Scarati arricchisce il testo di riquadri in cui racconta esperienze ed espedienti personali, dal chiedere il nome al cameriere che lo accogli al ristorante alla pessima comunicazione riscontrata nel caso della segnalazione di una autovettura apparentemente abbandonata, passando per la scelta della madre di non fare più la spesa in un negozio di generi alimentari “perché hanno smesso di essere gentili”.
Il libro contiene anche alcuni utili test di autovalutazione e una ricca bibliografia, oltre che numerose illustrazioni che rendono ancora più chiari i concetti e le nozioni spiegate da Michele Scarati.
Conclusione
“Comunicazione strategica per operatori di polizia” di Michele Scarati è un libro denso, privo di fronzoli e profondamente umano. Ha il grande pregio di ricordare a chi fa sicurezza che la prima arma a disposizione è la parola, e a tutti noi che le relazioni che viviamo ogni giorno dipendono strettamente dalla cura che mettiamo nei nostri messaggi.
Un testo consigliato a chiunque voglia imparare a disinnescare le piccole e grandi bombe comunicative che costellano la nostra quotidianità, scritto sulla base di una esperienza pluridecennale prima nei reparti operativi dell’arma dei Carabinieri e poi come docente nelle scuole di formazione degli operatori delle forze di polizia.
Per ordinare il libro clicca qui:
“Quante volte, come operatori di polizia, vi è capitato di trovarvi a gestire un utente della strada che si opponeva, magari anche con rabbia o aggressività, alla redazione di un verbale a suo carico? O di relazionarvi con un collega che proprio non sopportavate: lamentoso, noioso, logorroico o, all’opposto, introverso? E ancora, quante volte vi siete ritrovati un capo che ritenevate rigido, pignolo o, peggio, immorale? O, al contrario, da capi vi è mai capitato di dover gestire collaboratori ritenuti inetti o incapaci? Nell’attività di polizia la comunicazione non è un dettaglio: è uno strumento operativo. Dalla gestione di una chiamata in Centrale Operativa al controllo su strada; dal colloquio investigativo alla negoziazione in una situazione critica, ogni parola, tono e comportamento può determinare il buon esito di un intervento. Questo manuale, tra teoria e simulazione pratica, fornisce strumenti concreti e immediatamente applicabili, per sviluppare una comunicazione efficace, autorevole e strategica nell’ambito delle Forze di Polizia. Attraverso un percorso che integra etica professionale, psicologia operativa, tecniche di comunicazione, gestione del conflitto e resilienza, l’operatore acquisirà competenze fondamentali per:
gestire situazioni ad alta tensione;
riconoscere menzogne e manipolazioni;
affrontare comportamenti aggressivi;
costruire relazioni di fiducia;
prendere decisioni operative consapevoli;
comunicare in modo efficace sotto stress.
Un testo pensato per la formazione professionale, rivolto a scuole, istruttori e operatori che desiderano trasformare la comunicazione in un vero vantaggio operativo. Perché l’autorità si indossa, ma la credibilità si costruisce.”
(Dalla quarta di copertina)






