Lo abbiamo affermato tante volte, ma non ci stancheremo mai di ripeterlo.
La nostra idea di “Difesa Personale” è un po’ più complessa ed articolata rispetto a quella di chi – semplicemente – vorrebbe godere della possibilità di passare alle vie di fatto contro un ladro o un rapinatore.

Chi ha affrontato realmente situazioni di crisi, chi si è trovato a dover valutare in una frazione di secondo l’entità dei danni che avrebbe potuto subire e quelli che avrebbe potuto provocare, chi sa bene che a volte una parola di troppo o un gesto sbagliato può cambiare drammaticamente la propria vita e quella altrui, chi sa che in tribunale la nostra parola potrebbe valere tanto quanto quella del “cattivo” di turno (ammesso che poi per la Legge davvero cattivo sia…), chi non si ciba di indignazione social ma vive in un mondo per sua natura ricco di sfumature e interpretazioni sa bene che non tutto è facile, chiaro e lineare come si vorrebbe.

Così spesso, con buona pace dell’orgoglio ferito e dell’Ego ammaccato, è meglio ignorare le provocazioni, lasciar cuocere l’imbecille di turno nel proprio putrido brodo e ricordare che tribunali e ospedali sono luoghi da frequentare il meno possibile.
Non è facile farlo, non è semplice capire quando agire e quando stare fermi, non è per tutti accettare di essere un po’ monaco Zen e un po’ Berserker, non è facile ma il prezzo che si paga, a volte, per aver scelto quella che appariva la via più semplice è molto più alto di quello che credevamo di avere da perdere.

Complimenti al giovane pugile G. per aver scelto di agire nel modo più opportuno ed a Riccardo “Rico” Maestri per aver trasmesso ai suoi allievi la lezione più importante che lo sport possa insegnare.